Troppo Napoli per una Lazio senza tre uomini fondamentali: ora pensiamo all’Europa

FOTO TEDESCHI
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Si potesse rigiocare questo match con de Vrij, Biglia e Lulic, probabilmente il Napoli non avrebbe la vita facile di cui ha usufruito stasera fino al 2-0. Perché poi, con l’innesto di Hoedt, Keita e Patric, ovvero di forze fresche, la Lazio ha creato diverse occasioni di cui una clamorosa con Insigne, dicasi Insigne, a respingere sulla propria linea di porta il tocco a botta sicura di Patric.
Questo per dire che il gap c’è ancora, che non c’è verso di battere una “grande” in campionato, ma che stavolta davvero mancavano a Inzaghi giocatori fondamentali. Un monito anche per il prossimo mercato: l’olandese in particolare ha un peso specifico superiore. E all’esperienza di Biglia e Lulic non si può rinunciare in alcun modo. Il 3-0 finale per gli azzurri è chiaramente spropositato perché Insigne, di gran lunga il migliore, ha firmato la sua doppietta nel recupero in contropiede. Ma sulla legittimità della vittoria non si può obiettare, a prescindere dalla direzione a senso unico di Irrati.
Due fattori si sono incontrati: la grande voglia di rivincita stagionale degli uomini di Sarri, cui resta solo l’obiettivo secondo posto e un certo appagamento laziale dopo aver superato l’ostacolo derby. Senza tre pedine fondamentali anche l’atteggiamento tattico ha finito per essere passivo almeno fin quando non c’è stato più nulla da perdere. Il solo Felipe ha provato qualcosa, peraltro perdendosi in troppe fumosità, Immobile è stato poco servito da un centrocampo rabberciato, in cui Murgia è sembrato spaesato (troppo per lui dover contrastare avversari così esperti), Parolo un tantino in affanno e Milinkovic fuori posizione. Inzaghi puntava forse sulla verve degli esterni: Lukaku ha mostrato un buono sprint, Patric è andato meglio di un Basta troppo frenato, di fatto quasi difensore aggiunto.
Ma come dicevamo fare le lastre a questa Lazio oggi sarebbe ingeneroso. Certo se Wallace avesse spazzato invece di tocchettare sull’incursione di Insigne, il pallone non sarebbe finito ad Hamsik e da lui a pennello su Callejon per il gol del vantaggio. Certo se su un pallone arcuato e quindi facilmente controllabile di Allan non si fossero impicciati insieme Basta, Bastos e Strakosha in uscita fuori tempo, Insigne non avrebbe raddoppiato addirittura con la suola.
Sullo 0-2 si è rivista una Lazio almeno presente a se stessa e un gol sarebbe stato meritato. Le incertezze sotto porta continuano, stavolta aggravate dai buchi in retroguardia. I fatti dicono che Hoedt è attualmente più rassicurante di Wallace, che Bastos si disunisce con troppa facilità e che rinunciare a Keita a prescindere è sempre un azzardo. Nient’altro. La sfortuna è stata anche trovare un Napoli quadratissimo, capace di un palleggio interessante a centrocampo e di pungere con i tre piccoli attaccanti, assistiti sempre dalla sagacia tattica di Hamsik. Si sa che gli azzurri soffrono solo in difesa ma non c’è stato modo di metterli alla prova in questa fase per quasi un’ora. Davvero troppo.
Ora si tratta di recuperare gli infortunati, di far gruppo ancora e di andare a guadagnarsi l’Europa League lottando punto a punto, senza quella prosopopea tipica dell’altra sponda che aveva contagiato qualche forzato super-ottimista…
Vin. Cerr.

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