Ricordi, riflessioni e bilanci di fine stagione

curva nord-9

La fine della stagione porta con sé riflessioni, lo sguardo che si volta indietro e vede un percorso fatto di 43 partite, ma la volontà di pensare già al futuro verso la prossima stagione.

Riavvolgendo il nastro dei ricordi, scappa un sorriso ripensando al ritiro estivo di Auronzo di Cadore. Il sogno Bielsa che diventa un brusco risveglio chiamato Simone Inzaghi. Un rimpiazzo?La seconda scelta che pronosticava l’ennesima stagione partita con il piede sbagliato. Un mercato estivo dal basso profilo: Leitner, Luis Alberto, Lukaku, Wallace, Bastos e una scommessa Ciro Immobile.

Ciro, quello che si era perso tra Dortmund e Siviglia e cercava il riscatto in Italia. Ventitré gol, quarantuno partite nella sua prima stagione in biancoceleste, l’uomo più impiegato da Simone Inzaghi. Per lui il bilancio della stagione è ottimo. Meglio di qualsiasi previsione più rosea. Ha trascinato la Lazio in Europa League, conquistando la Nazionale puntando dritto ai mondiali.

L’altro miracolo firmato Inzaghi è Lucas Biglia. Sulle sue doti non si è mai discusso, ma la continuità e l’autorità con la quale si è impossessato del centrocampo biancoceleste è stata una piacevole costante alla quale i tifosi biancocelesti si sono abituati.

Il bilancio della prima stagione di Inzaghi è senza dubbio eccezionale. Promosso a pieni voti. È riuscito a risolvere già dall’estate l’intrigo più spinoso: Keita. Ha gestito il senegalese nel migliore dei modi anche corso della stagione, facendogli sopportare qualche panchina quando la condizione non lo ha assistito. Dimostrandosi impeccabile nella gestione del gruppo. Ha conquistato l’Europa League, quello il vero obiettivo della stagione. Il quinto posto finale è espressione del calcio messo in campo dall’allenatore biancoceleste. Umile contro le squadre che prediligono il pallino del gioco, ma dominante con le piccole. E poi la Coppa Italia. Le due partite più importanti della stagione, che hanno consegnato la lode a Inzaghi. Il derby di andata di Coppa Italia la vera impresa tattica. Forse la miglior partita biancoceleste per emozioni ed intensità della stagione. Unico rammarico, quella finale contro la Juventus nella quale la Lazio non è mai riuscita realmente ad opporsi ai bianconeri. Ma vista la stagione di Higuain e compagni, forse ci sarà qualche recriminazione in meno.

Fare bilanci alla fine dell’anno risulta complicato, perché chiusa una stagione si pensa subito a quella successiva. Per questo il giudizio più completo su Inzaghi si potrà dare nella prossima stagione. Quella in cui dovrà riconfermare i progressi ottenuti, quella dove sarà impegnato sui tre fronti, ma soprattutto gli verrà chiesto un passo avanti nella crescita di questa squadra. Lo sguardo è rivolto verso il futuro. Si ripartirà di nuovo da Auronzo. Di nuovo da Inzaghi, la costante della stagione biancoceleste. Si è seduto sulla panchina della Lazio e non si è più voltato indietro. Così come dovrà fare la Lazio, per continuare a crescere, puntando sempre più in alto.

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