Lazio, senti Conceicao: “Con Inzaghi sei bellissima. Si distingue dalle altre”

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Fondamentale nel periodo di maggior successo della Lazio. Sergio Conceicao ha scritto la storia del club biancoceleste. All’esordio subito un gol: non importante, di più. Decise la Supercoppa Italiana del 1998 (vinta in casa della Juventus) con una rete realizzata in pieno recupero. Finì 1-2, e fu la dimostrazione che la Lazio era cresciuta. Anche grazie a lui. Ora allena il Porto, ma ha in mente di tornare, ancora una volta, alla Lazio: “Se vincessi avrei una sorta di lasciapassare per le big d’Europa, Italia compresa, dove voglio tornare”, ha detto alla Gazzetta dello Sport (nell’inserto di Extra Time). A 42 anni Conceicao guida con ottimi risultati la squadra più importante di Portogallo: è primo in classifica, e in Champions ha battuto 3-0 il Monaco, semifinalista della scorsa stagione.. Segno che può andare lontano.

Conceicao e gli altri numeri 7 della storia della Lazio

Si racconta a 360 gradi Sergio, partendo proprio dall’infanzia: “La mia era una famiglia umile. A volte faticavamo a trovare da mangiare”. Ora però è un allenatore di successo: “Ho avuto tanti tecnici eccezionali come Mourinho ed Eriksson, ma voglio essere me stesso. Il calcio è cambiato, si lavora di più sui dettagli. Anche volendo è difficile fare paragoni con il passato”.

Lazio, top e flop di inizio stagione.

Impossibile non parlare anche di Lazio, suo grande amore: “Sono contento per Simone Inzaghi, la sua Lazio gioca benissimo, ha uno stile di gioco affascinante e che si distingue dagli altri. Juventus e Napoli sono più forti delle altre, e attenzione a Sarri, sta facendo un lavoro straordinario. Il Napoli ha tutto per vincere lo scudetto. Dietro ci sono le due milanesi e poi le due romane.

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