Jean-Pierre Rivère (presidente Nizza): “Lazio, attenta, non siamo quelli visti col Napoli”

Jean-Pierre Rivère

Quella di Jean-Pierre Rivère è una storia particolare. Da giovane giocava con il Nizza, ma non è riuscito a sfondare. Poi è diventato immobiliarista, prima di riuscire ad arrivare a gestire il club del suo cuore. Con le sue abilità manageriali ha attirato star come Mario Balotelli, Sneijder e l’ex Bayern Monaco Dante. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Jean-Pierre Rivère ha parlato della sfida di Europa League contro la Lazio “Il Napoli era superiore ed è arrivato quando non eravamo né pronti né al completo. La Lazio è un gran club, ha più esperienza, ma ora stiamo meglio. Cercheremo di fare bene in casa”.

Quali obiettivi avete?

«In Europa, i sedicesimi. Poi dipenderà dai sorteggi. In Ligue 1, i primi 7. Non va dimenticato che abbiamo il 10° budget del campionato. Ai tifosi ricordo che siamo un’eccezione».

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In 5 anni però il Nizza ha avuto un’ascesa folgorante. Quali sono gli ingredienti del successo?

«Nel ’12 vendemmo 14 giocatori per 4 milioni, comprandone 11 per 650 mila, di cui uno da 450 mila. Cioè partimmo da zero seguendo 5 principi: risanare le finanze, puntare sulla formazione, offrire spettacolo in campo, mantenere un rapporto diretto coi tifosi, e dare visibilità, sfruttando la nomea della Costa Azzurra. I conti ora sono a posto, abbiamo giovani di talento in rosa, il fervore è sempre più forte, e con nuovo stadio, megastore in città e nuovo centro di allenamento e formazione, il Nizza ha un’immagine moderna».

È nota per rilanciare giocatori «decaduti», alla Balotelli.

«Per crescere i giovani devono confrontarsi con grandi giocatori. Non avendo grandi mezzi ci siamo adattati, cogliendo le occasioni. Balotelli era costato al Liverpool 26 milioni. Lo abbiamo ottenuto a 0, dopo una lunga trattativa e aver convinto Raiola a presentarmelo. Servono scaltrezza e fortuna, come con Ben Arfa, Dante, Sneijder».

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Balotelli sembra rinato, ma non basta per convincere il c.t.

«Quando ho conosciuto Mario, abbiamo parlato per 4 ore. L’ho convinto dicendogli che da noi avrebbe ritrovato l’essenza del calcio e il sorriso. Così è stato, ne sono felice. Se hai talento non lo perdi e so che lavora duro per il Mondiale. Non conosco Ventura, ma lo chiamerei per garantirgli che Mario è davvero un bravo ragazzo che porta gioia in spogliatoio. Di “balotellate” non ne abbiamo mai viste».

Balotelli ha un anno in più in opzione. Rimarrà?

«Presto per dirlo. A giugno mi disse che anche sua madre pensava che Nizza fosse il posto giusto. E Favre è tecnico ideale per farlo progredire. Ma per permetterci giocatori così, dobbiamo essere certi di giocare in Europa».

Lo stesso vale per Sneijder?

«Ci serviva un trequartista, ma è arrivato fuori forma e si è infortunato. Poi la squadra ha cominciato a girare col 4-4-2. La stagione però è lunga, ci sarà modo di valorizzarlo».

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