Inzaghi e la maledetta panchina corta: la prossima volta è meglio che entri lui

FOTO TEDESCHI
FOTO TEDESCHI

Dopo 24 giornate il Cagliari non subisce gol…
C’è molto della Lazio odierna in questo dato scarno ma eloquente. D’altra parte lo abbiamo detto spesso: questa squadra ha dodici-tredici giocatori su cui contare e poi una pletora di rincalzi che una volta vanno e una volta no. Stavolta mancava Milinkovic e quindi, tolti gli undici titolari e Wallace, quando Inzaghi ha cercato energie fresche per far fronte all’abulia generale ha trovato Djordjevic e Luis Alberto, ovvero due giocatori assolutamente inguardabili, due comprimari d’attacco che rappresentano il simbolo stesso del lato oscuro del mercato.
Cosa si può dire a Simone? Che è meglio giocare con Radu e Keita stramazzanti che guardare in panchina. Non foss’altro perché ormai chi entra, a meno che non sia un esterno che deve correre e crossare, tipo Lukaku o Patric, in questi schemi è fuori contesto. Ma l’avete visto Djordjevic andare a pestare i piedi a Immobile, prender palla a centrocampo senza sapere che farci, rilanciare dalla difesa sempre sugli avversari? Ma lo avete visto Luis Alberto tirare in porta come neanche in allenamento e lanciare nel recupero un Immobile distrutto dalla fatica sulla fascia? Sulla fascia, capite? Ma a costui cosa hanno insegnato a scuola calcio? E cosa ci ha visto Tare di così incomprensibile per noi genere umano?
Lo so, sono partito dalla fine. E molti di voi osserveranno che prima i titolarissimi non avevano prodotto niente in più di uno zero. Vero. E francamente anche questo è un discorso vecchio: se non hai alternative e se capita la giornata storta che puoi imputare a Immobile? E a Felipe, che rincorre ancora tutti e poi certo quando tira in porta fa rabbia? Biglia è questo, un ragioniere e non un architetto. Pensare che risolva le partite è utopia pura. Parolo non trova riposo da una vita. Lulic fa e disfa, recupera e s’impiccia, arruffa e rimedia. Keita titolare è diverso da Keita subentrante, e questo è un altro mistero. Direte: ma come fanno a essere stanchi se non fanno neanche le coppe europee? Questo va chiesto all’allenatore ma le energie psicologiche per stare più in alto di quanto previsto ogni tanto possono causare black-out del genere: lo dice il calcio. Black-out cui, per fortuna, stavolta si sono sottratti quei due centrali giganti, de Vrij e Hoedt, capaci di vincere tutti i duelli e lasciar passare a Strakosha un compleanno tranquillo. E’ vero che Borriello non c’era ma in casi del genere perfino Farias può diventare un incubo…
Probabilmente il passo falso contro un Cagliari che si è difeso e basta, cercando di approfittare solo nel finale delle magagne laziali, chiude definitivamente il discorso Champions e complica il cammino verso l’Europa League date le vittorie di Atalanta e Milan. La sosta forse arriva a proposito anche se la stanchezza continuerà a pesare sui nazionali. Restano nove partite di campionato più la Coppa Italia e Dio ci conservi i titolari fino alla fine. Abbattersi o deprimersi non avrebbe senso. Lasciamo che Inzaghi capisca che se serve una mano in attacco è meglio che sia lui a togliersi giacca e cravatta…

Vin. Cerr.

*

*

Top