ESCLUSIVA/ Portanova: “Grande Inzaghi! E’ riuscito a rianimare quella lazialità che si era sopita col tempo”

Portanova al memorial Sandri

Di Giacomo Chiuchiolo

Capisci subito che stai parlando con un tifoso della Lazio quando lo senti dire “abbiamo”. Non: hanno. La differenza sta tutta lì. Il suo sogno è sempre stato quello, lo ha ribadito più di una volta: “Ormai lo sanno anche i muri, avrei voluto indossare la maglia della Lazio, certo. Però non è stato possibile e pazienza, continuo a fare il tifoso”. Daniele Portanova è così, dice tutto quello che pensa, senza peli sulla lingua: “Sono felicissimo per il momento che sta attraversando la squadra, ma io ne ero sicuro – ha rivelato in esclusiva per Laziopolis- dal momento in cui Bielsa ha rifiutato ed Inzaghi è diventato allenatore”. Non ha mai avuto dubbi sulle qualità del tecnico biancoceleste: “Il segreto del momento d’oro della Lazio è lui. Simone è riuscito a ricompattare l’ambiente, a portare entusiasmo, a dar un gioco alla squadra”. Sì, ma come ci è riuscito?: “E’ un vincente. Secondo me c’è chi è nato per vincere, e lui è uno di quelli. Lo ha dimostrato da giocatore ed ora lo sta dimostrando in panchina”. Risulti, bel gioco, fiducia ritrovata. C’è altro? Sì, forse la cosa più importante: “Ha avuto il grande merito di lanciare moltissimi giovani. Murgia, Lombardi, Rossi. E’ merito suo se hanno provato per la prima volta l’emozione di esordire in Serie A. Simone sta riportando quella lazialità che col tempo si è andata perdendo. Sta facendo un miracolo in questo senso”.

Lazialità: una parola che Portanova ripete spesso. Lazialità è anche sinonimo di entusiasmo, quello che la Lazio sta ritrovando attraverso le prestazioni e i risultati: “Sì ma è sempre meglio volare bassi. Partita dopo partita, deve essere questa la filosofia che deve accompagnare la squadra da qui a fine anno. Contro il Torino ho visto una grande squadra, in grado di mettere alle corde l’avversario. Se continua così non avrà problemi a togliersi delle soddisfazioni”. Risultati e prestazioni dicevamo. E anche gol, tanti. Quelli che sta realizzando Ciro Immobile, autentico trascinatore di questo 2017: “Ciro è un amico, lo conosco dai tempi del Genoa. Gli voglio bene e lui mi rispetta, soprattutto perché all’epoca ero il suo capitano (ride)”. Questione di rispetto. E di gerarchie. L’affetto però è sincero, lo si intuisce da queste parole: “ Ciro era stato etichettato come buon attaccante ma non in grado di fare la differenza. Ora sta facendo ricredere tutti. Il suo più grande pregio è quello di essere sempre quel ragazzo semplice e umile. Non si è montato la testa. Ha la stessa grinta, la stessa fame di quando ha iniziato a giocare a pallone, e questo sicuramente lo porterà lontano”. Un augurio fatto col cuore. Ma tanto avrà modo di farglielo anche di persona, quando lo vedrà a Formello: “Lo incontro spesso a Formello quando vado a prendere mio figlio, e per scherzare gli dico: “Sei fortunato Ciro, adesso non ci stanno più le difese di una volta”. Con il Torino Immobile l’ha sbloccata, Keita l’ha risolta. Il senegalese è risultato decisivo nonostante la settimana travagliata: “Keita è sicuramente un grande talento, uno in grado di risolvere le partite da solo. Magari fuori dal campo non è il massimo a livello comportamentale, ma finché fa così bene non rappresenta un pericolo all’interno del gruppo. Io poi da tifoso lo vorrei sempre alla Lazio perché i giocatori di talento sono quelli che alla fine ti fanno vincere le partite”.

Ruolo diverso, categoria diversa. Stessi colori però: bianco e celeste. Alla Lazio c’è un altro ragazzo che sta risultando decisivo per portare a casa vittorie. Sta spiccando il volo e gioca con la Primavera. Cognome? Portanova. Vi ricorda qualcosa: “Mio figlio sta benissimo alla Lazio. E’ sereno, tranquillo, felice. Questo basta. Io sono contentissimo per lui certo. Già il solo fatto che ogni giorno mi porta indumenti biancocelesti a casa mi riempie il cuore di gioia. Per un tifoso come me è la massima aspirazione”. Manolo Portanova si sta mettendo in mostra con i pari età, sta facendo vedere quanto vale. Quindi perché non sperare in un debutto in Serie A. Proprio con Inzaghi, che di giovani ne sta lanciando tanti: “Spero che possa debuttare in Serie A. E’ il sogno che hanno tutti quelli che iniziano a fare questo mestiere. Se dovesse farlo alla Lazio sarei ancora più felice. Ma io gli dico sempre che non è facile, che deve sempre dare il massimo, in partita come in allenamento. Gli dico che sarà sempre una battaglia e che farsi valere in questo ambiente è complicato. Ma io spero per lui che ce la possa fare”.

Di padre in figlio verrebbe da dire. Ma non è detto che alla fine non ci arrivi anche l’altro di Portanova, quello più grande, alla Lazio: “Sto iniziando il corso da allenatore. Scontato dire che sarebbe un sogno allenare un giorno la squadra per cui faccio il tifo”. Mai dire mai nella vita. Intanto però la Lazio gli sta togliendo parecchie soddisfazioni. Quella più grande forse è la vittoria nel derby d’andata di Coppa Italia: “Mi ha entusiasmato, non tanto per la vittoria in sé, ma più che altro per come abbiamo dominato la Roma”. Visto? “Abbiamo”. Più laziale di così.

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