Calcio femminile. Le parole di Mister Lepori in vista della finale di Coppa Italia

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di Stefano Boccia

Mercoledì la S.S. Lazio Calcio Femminile scenderà in campo per la finale di Coppa Italia. L’allenatore della squadra biancoceleste ha esternato il suo pensiero in vista del match contro il Real Colombo.

Mister Paolo Lepori: “A sei giorni dalla finale le sensazioni che si susseguono sono diverse, come per ogni gara studio l’avversario, seguo la condizione delle mie calciatrici, inizio a vedere la partita prima di giocarla cercando di curare ogni piccolo particolare e non lasciare nulla al caso. Sono un guerriero per natura e questa è una di quelle opportunità per dimostrarlo insieme alla squadra. Non possiamo perdere tempo ad avere timori, siamo troppo impegnati a vincere questa gara. Spero che questa finale possa al di la del risultato insegnare a chi non ha mai giocato una gara così importante che ci saranno poche occasioni nella vita, o forse nessun’altra non lo sappiamo, in cui potrai dimostrare a te stesso e agli altri che niente è impossibile. E’ un’opportunità unica e non è data a tutti di averla, e non va sprecata”.

“Quando si costruisce un gruppo, la cosa più importante da fare è stabilire un obiettivo e tutti, nessuno escluso, devono lavorare e perseguire lo stesso obiettivo. Ovviamente gestire un gruppo è materia diversa e qui i diversi ruoli sono fondamentali, qui entrano in ballo le personalità, la parte umana, le proprie sensibilità. Forse è stato questo il segreto che riassumerei in una sola parola: lavoro di squadra, tutti contribuiscono a mantenere un equilibrio di gruppo, anche chi al campo di allenamento pur non potendo essere parte attiva del gioco comunque riesce con una parola, un sorriso, un consiglio, un atteggiamento goliardico a mantenere l’equilibrio del gruppo. L’equilibrio è come la fiducia, ci vuole tempo per crearla e un secondo per distruggerla. Credo che questo sia il segreto per raggiungere obiettivi importanti, la Presidente si sa, ha un rapporto apertissimo e schietto con loro, è quell’anello fondamentale anche fuori dal tema calcistico, è ciò che fa la differenza tra essere una calciatrice o sentirsi un pezzo di quello stemma cucito sulle nostre maglie, quello stemma è storia, non una semplice squadra di calcio”.

“Il Guerriero ed io ne ho 31 compreso tutto lo staff e la Presidente Cortani. Poi abbiamo i nostri tifosi che sono cresciuti e che hanno iniziato a seguirci più da vicino. Sicuramente è un gruppo che ha acquisito una sua personalità e carattere, figli di una mentalità diversa, un principio secondo il quale sono gli altri che devono preoccuparsi di noi e non viceversa. Se poi saranno stati più bravi, saremo li a rendergli gli onori. Cosa dirò alle ragazze negli spogliatoi prima della partita? L’aspetto tecnico non posso dirvelo, ma sicuramente riscriverò sulla lavagna dello spogliatoio quello che ho scritto prima della semifinale contro il Frascati : Noi siamo la S.S. Lazio calcio femminile e non permetteremo a nessuno di calpestare la nostra Storia”.

fonte: associazione sodalizio biancoceleste

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