A Cagliari con il “Lulic tutto fare”, l’importanza tattica del bosniaco per questa Lazio è incalcolabile

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di Stefano Blando

“Dove lo metti sta” è un po’ in estrema sintesi il modo in cui si può descrivere il ruolo su rettangolo di gioco di Senad Lulic. Esterno d’accatto, interno di centrocampo, terzino e portiere… come dite? Portiere ancora no? Abbiate fede gente, prima o poi gli toccherà fare anche quello e siamo sicuri farà bene lo stesso anche con i guantoni tra i pali. Già perché Lulic non tradisce mai, quello che si impegna al 100% sempre, che dà l’anima in ogni occasione per difendere quella maglia con l’aquila sul petto che ormai considera una seconda pelle.
Capitano senza fascia di questa Lazio, l’affetto che provano i tifosi per lui da quella gloriosa giornata di maggio del 2013 è incalcolabile, come ci ricorda Il Corriere dello Sport di questa mattina oggi a Cagliari Lulic dovrà sostituire Milinkovic squalificato, garantendo quel furore agonistico che per ogni squadra è imprescindibile e fondamentale.
Badate bene però, Lulic non è solo questo, ma anche qualità. Il bosniaco infatti ha garantito fino ad oggi 5 assist in SerieA, meglio di lui solo Felipe Anderson a quota 8. L’asse Lulic-Immobile è uno dei punti forti della squadra, pensando solo alle ultime partite ricordiamo i cross per Ciro contro l’Udinese (da quale scaturì un calcio di rigore) e quello contro il Bologna per l’incornata vincente dell’attaccante.
Inzaghi, così come i suoi predecessori sulla panchina della Lazio crede molto in lui, rispecchia in campo il suo carattere e la sua voglia di Lazio che sa superare qualsiasi difficoltà, gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo.

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