2 giugno 1921. La Lazio viene eretta a Ente Morale: così 6 anni dopo eviterà la “fusione”

Il generale Giorgio Vaccaro

Il 2 giugno 1921, sotto il V governo Giolitti, su richiesta del Ministro dell’istruzione pubblica,  Benedetto Croce, viene insignita alla Società Podistica Lazio la benemerenza di Ente Morale. Il Regio Decreto fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 agosto dello stesso anno a pag. 1013 e recitava: N. 907, Regio Decreto 2 Giugno 1921, col quale sulla proposta del ministro della istruzione pubblica, la Società podistica Lazio, di Roma, viene eretta in Ente Morale. Alla Lazio veniva riconosciuto il suo ideale sportivo come esempio di rettitudine fra i giovani sportivi dell’epoca. Le sue gesta erano arrivate anche a Corte e la Benemerenza di S.M. Vittorio Emanuele III era stata accolta come un motivo d’orgoglio fra i soci e gli atleti della Polisportiva. Non ultimo tra i meriti riconosciuti alla società fu quello di aver trasformato il campo della Rondinella in orto di guerra durante il primo Conflitto Mondiale, durante il quale sacrificarono la loro vita ben trenta tesserati biancocelesti.
Il fatto di essere eretta ad Ente Morale cambiò poco nell’ambito della Società, ma si rivelerà decisivo sei anni più tardi quando il Federale Italo Foschi tenterà di sciogliere la Società inglobandola in una fusione che avrebbe messo una pietra tombale sui biancocelesti e che fu sventata da un altro più abile gerarca del partito fascista: Giorgio Vaccaro (nella foto).

(da LazioWiki)

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